I file generati e gestiti con la tecnica del podcasting possono essere ascoltati ovunque e in ogni momento: infatti mentre una copia dei contenuti audio/video è stata scaricata sul computer dell’ascoltatore, il suo software la trasferisce nel suo lettore mp3, o sul cellulare e ne permette l’ascolto senza essere collegati a Internet, anche mentre si va a scuola in tram, in treno, in auto, a piedi, prima di addormentarsi.
Quando si ha tempo e… non si vuole perdere tempo!
Un altro significato dell’acronimo PODCAST trovato in giro sulla rete è il seguente: Personal Option Digital Casting. Il termine ha avuto fortuna: ripreso da Wired è subito stato impiegato!
Il termine Podcast può anche essere inteso come l’unione di “iPod” (il piccolo lettore mp3 di Apple), con Broadcast (la trasmissione di informazioni a un insieme di riceventi non prestabilito). In sostanza indica un sistema che permette di scaricare in modo automatico episodi audio e video. Questi episodi devono essere collocati sulla rete, ma gli ascoltatori non devono più sintonizzarsi su una radio online in un momento prestabilito e non devono nemmeno scaricare i file audio o video.
Il Podcast infatti consente ad applicazioni “client” (lato utente), come iTunes, di collegarsi al documento di tipo “RSS” per scaricare l’ultima puntata della trasmissione (o anche l’intero Podcast), al quale ci si è iscritti.
Un feed RSS è un file di testo, scritto secondo i codici “xml” (un sistema di codificazione dei metadati, cioè delle informazioni che servono per identificare un documento e permetterne la ricerca), che riporta tutte le indicazioni sugli aggiornamenti, i contenuti audio e video, i riferimenti Internet, gli autori, i nomi degli album, ecc. secondo una certa logica. Il software “client”, in possesso all’ascoltatore, si collega automaticamente a questi file RSS presenti sui Podcast ai quali ci si è iscritti e avvisa l’utente di tutte le novità scaricandole automaticamente, se si è scelta questa impostazione.
Il software client funziona come un browser Internet solo che legge i documenti RSS e lo fa in automatico. L’aggiornamento dei contenuti rappresenta una rivoluzione perché è automatico (rispetto al tradizionale streaming audio/video di Internet) ma anche perchè chiunque può creare un proprio palinsesto: basta uno spazio web e un’applicazione apposita (non serve sapere nulla di RSS, xml, ecc.).